molo meridionaleDomenica 18 ottobre 2015 –
Molo Meridionale del Porto Canale di Cagliari.

E' una bella mattinata di mezzo ottobre, tiepida, piacevole e calma. In sella alla bici scorrazzo per la città prima di arrivare all'appuntamento col gruppo.
Di domenica la città è come una bella donna che si prepara ad un appuntamento galante, cambia aspetto, mette in evidenza le proprie caratteristiche. Si spoglia dei troppi personaggi che la popolano in settimana e delle automobili che sfrecciano frettolosamente e fragorosamente.
In lontananza vedo che qualcuno è già arrivato all' appuntamento in piazza Repubblica e sorrido mentre aspetto al semaforo.
Nel giro di un quarto d'ora il gruppo si compone, ci si scambia i saluti e le impressioni sulla giornata e intanto si evince il piacere di ritrovarsi.
Il Molo Meridionale del Porto è la meta di oggi. Siamo in undici e, molto disciplinati, partiamo per la nostra escursione. Siamo particolarmente di buon umore e chiacchieriamo ora con uno ora con l'altro a seconda di chi ci capita al fianco. Attraversando il primo tratto della SS195 in direzione Pula, camminiamo in fila indiana percorrendo tutta la strada fino allo svincolo per Giorgino.
Percorriamo un tratto sterrato e poco dopo ci fermiamo per commentare ciò che ci circonda.
Andrea ci racconta che in quel tratto, un tempo, si trovava la vecchia discarica di Cagliari, qualcuno commenta la villa che si intravede di li a poco. Si tratta della villa Aresu. Pare risalga ai primi del novecento e fu fatta costruire dal Dott. Mario Aresu, famoso medico cagliaritano a cui si deve anche la costruzione dell'omonima clinica, oggi facoltà di lingue dell' università di Cagliari. Poco più avanti si trova la vecchia costruzione del carcere minorile, andato in disuso dopo l'apertura del carcere minorile a Quartucciu.
Riprendiamo il nostro percorso per poi fermarci al porto canale. Saliamo sulla parete frangiflutto di cemento che è stata costruita per arginare il mare e così vediamo i tanti cubi di cemento che sono stati posizionati sul fondo per attutire le onde del mare. A parte il cemento che di sicuro non è un belvedere, da quell'altezza possiamo ammirare tutta la zona del golfo. Intanto un mercantile portacontainer sta entrando nel porto canale e cattura la nostra attenzione. Facciamo qualche foto ricordo poi decidiamo di ripartire ma prima, qualcuno, propone di addentrarci nella zona di nuova costruzione, convinto che, aldilà, ci sia l'uscita per la SS 195. Non solo non c'era l'uscita ma abbiamo dovuto percorrere un bel tratto pieno di rovi che, a noi donne a gambe scoperte, ha ricordato lo strappo con la ceretta.. qualche gincana, qualche puntura di erbacce varie ma tanto ridere e, tutto, si è ricondotto a "percorso sperimentale".. ma, la cosa più sorprendente è stata vedere la nostra compagna di viaggio affrontare tutte queste avventure in sella alla mitica Graziella da 20". Noi di amici della bicicletta siamo unici!!!
Finalmente siamo sulla 195 un po stanchini ma molto felici di questa fantastica escursione.
Con questi animi arriviamo in città, ai piedi della via Roma, dove ci salutiamo e ognuno di noi prende la strada di casa.

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