VILLAMASSARGIAUna bella pedalata, quella di domenica 5 agosto organizzata dall'Associazione. È stata l'occasione per sensazioni positive, per alcune riflessioni utili e, anzitutto, per un incontro di grande interesse, di cui vogliamo dare conto.
Andrea Olla aveva informato del nostro prossimo passaggio il Sindaco di Villamassargia, per rispetto istituzionale e per un saluto. Ebbene, la Sindaca, signora Debora Porrà, ha voluto accoglierci alla stazione, con una cortesia squisita e con grande empatia, e ci ha dedicato il suo tempo domenicale insieme agli Assessori alla cultura e allo sport. Aveva preparato per noi (un piccolo gruppo di sette soci, temerari rispetto al caldo e alle previsioni di possibili nubifragi) una visita al museo della Miniera di Orbai, ospitato nella bella e tipica Casa Fenu. Alcuni componenti del gruppo speleologico locale ci hanno illustrato con passione reperti di archeologia industriale molto significativi, testimoni di un'epoca irripetibile per la Sardegna (nel bene, ma anche negli aspetti di enorme sacrificio per i lavoratori, da non dimenticare). Una bellissima esperienza, per la quale ci sentiamo profondamente grati.
Da lì ha avuto inizio la pedalata di ritorno a Cagliari (circa 50 km.), in una natura estiva piacevole, meno arsa del solito, spesso verde per effetto delle piogge di quest'anno.
Il percorso ci ha dato ulteriormente la misura della assoluta necessità di una moltiplicazione delle piste ciclabili. Lungo le strade che abbiamo percorso (la S.P. n. 2 e poi la vecchia Iglesiente), larghe poco più di cinque metri, quasi nessuno dei conducenti delle centinaia di macchine che ci hanno sorpassato ha mostrato la consapevolezza del pericolo per una fila di ciclisti sfiorata a velocità ben superiori - in genere - al limite dei 90, senza mai neppure un piccolo avviso acustico: si ignora che quei proiettili potrebbero facilmente colpire in modo irreparabile, se solo un piccolo sbandamento della bicicletta, o una minima disattenzione dell'automobilista, determinassero un impatto. Abbiamo avuto, ieri, la sensazione continua di un pericolo forte, sulle strade ordinarie, anche per ciclisti molto esperti; e purtroppo anche la conferma della totale mancanza, nella grande maggioranza degli automobilisti, del senso di appartenenza ad una comunità di cui fanno parte componenti molto vulnerabili. Viene da porsi un interrogativo di non facile soluzione, e preoccupante: si tratta soltanto di incapacità e di mancanza di cultura specifica, o anche di generalizzato cinismo? Sarebbero comunque indispensabili attività di sensibilizzazione, a cominciare dalle scuole, e norme obbligatorie di formazione per le scuole di guida (oltre che seri controllo della velocità). E poi, ci vorrebbero tante piste lungo percorsi paralleli.
Anche nei centri abitati di Siliqua, Decimo, Assemini ed Elmas abbiamo sperimentato, come a Cagliari, il fastidio degli automobilisti verso gli intrusi velocipedisti. È quasi sorprendente che i luoghi dove i meno giovani fra noi vedevano, negli anni '50 e '60, fiumane di biciclette (il principale mezzo di trasporto, allora), proprio quei luoghi siano oggi pressoché preclusi ai ciclisti, tampinati con impazienza e sfiorati per non perdere secondi "preziosi". Un fenomeno di rimozione, forse, nelle nuove generazioni, dei ricordi di una economia povera (ma molto dignitosa)? Una presunta promozione sociale attraverso i SUV da 3000 c.c. con cui andare al market? Quanta strada, ancora, per un recupero della ragione!
Ultima nota dolente: in quei centri le poche e brevi piste ciclabili, quando esistenti, sono tenute in pessime condizioni di manutenzione (a differenza della perfetta pista che dalla stazione di Villamassargia conduce all'abitato). Il massimo della mancanza di cura ad Elmas, dove una pista lungo la vecchia Iglesiente presenta una copertura completamente frantumata, pericolosa e pressoché impercorribile. Ma per questi aspetti le Amministrazioni, se vogliono, possono rimediare.
Da parte nostra, intanto, questo piccolo contributo.

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